🇬🇧 BUFERA BREXIT – La Scozia minaccia referendum per indipendenza

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Theresa May e J. C. Juncker

Brexit: scoppia la bufera interna al Regno Unito

May dichiara: concessioni speciali per l’Irlanda

Giornata cardine per le trattative sulla Brexit. La premier britannica Theresa May si è recata stamani in visita a Bruxelles per dialogare con i vertici dell’UE. Il suo intento era quello di chiarire la sua posizione con i vertici dell’Unione. May vuole convincere l’Europa di esse disposta a rispettare tutte le clausole e di voler pagare il conto.

Il patto è che l’Unione accetti di avviare le discussioni commerciali. Il governo di Londra ha più volte chiesto a May di accelerare i tempi, e oggi tutto sembrava andare per il verso giusto. La sterlina si è apprezzata contro tutte le principali valute questo lunedì. Ma nel pomeriggio, intorno alle 17 ore italiane, la sonata sembra essere cambiata.

La giornata di May

May ha stamani fatto colazione con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. Dopo la premier britannica ha incontrato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Mentre stampa nazionale e internazionale riportava notizie incoraggianti sull’accordo, la May ha colto i mercati alla sprovvista. Il movimento rialzista sul cable è stato totalmente riassorbito. Ma cosa è accaduto? In sostanza, per andare incontro alla fase 2 del divorzio, le cose da chiarire sono 3: conto da pagare, diritti dei cittadini Ue nel Regno, confine irlandese.

Se già l’aumento della posta in gioco era stato definito come eccessivo da parte degli euroscettici, May deve fare i conti con l’Irlanda. Gli ostacoli con Dublino, come avverte il Daily Telegraph, rischia di bloccare tutto.

Theresa May ha fatto crollare la sterlina alla dichiarazione che: l’Irlanda del Nord potrebbe continuare a rimanere all’interno dell’Unione, con tutti i vantaggi del mercato unico. Tale affermazione ha creato non pochi problemi. Gli oppositori alla Brexit si chiedono dunque come sia possibile permettere che una parte del Regno resti in Europa, e una parte fuoriesca con la Brexit.

La premier scozzese Nicola Sturgeon, da sempre contro la Brexit, ha dichiarato. “Se una parte del Regno Unito può mantenere l’allineamento normativo con l’UE e rimanere efficacemente nel mercato unico (che è la soluzione giusta per l’Irlanda del Nord) non c’è sicuramente una buona ragione pratica per cui gli altri non possono”.

Era solo questione di tempo prima che si aprisse questo vaso di Pandora.

Sadia Khan, sindaco di Londra, ha twittato: “Enormi conseguenze per Londra se Theresa May ha ammesso che è possibile che parte del Regno Unito rimanga all’interno del mercato unico e dell’unione doganale dopo Brexit”

“I londinesi hanno votato in modo schiacciante per rimanere nell’UE e un accordo simile qui potrebbe proteggere decine di migliaia di posti di lavoro”.

Londra e la Scozia hanno optato per restare nell’UE lo scorso anno. Poi il Regno Unito, nel complesso, ha deciso per l’uscita. Ma adesso Londra e Scozia vogliono lo stesso trattamento dell’Irlanda del Nord.

La Scozia ha già minacciato un referendum per l’indipendenza che andrebbe a minare, nel profondo, la stabilità del Regno Unito. La May dovrà presto chiarire le sue posizioni, mentre mentre il partito unionista in parlamento potrebbe togliere il supporto alla May.

Si rischia l’Hard Brexit?

Si. In un contesto caotico e di crisi politica interna al Regno si potrebbe rischiare una hard Brexit, che significa uscita senza condizioni. L”hard Brexit va dunque scongiurata, con l’intento di terminare le trattative per giungere ad un accordo. Ma i laburisti parlano già di una possibile scappatoia: UN NUOVO REFERENDUM.