BREXIT, sospensione del Parlamento è illegale. Decisione unanime della Corte Suprema

Boris Johson incassa un pesante verdetto da parte della Corte Suprema che ha annullato la sospensione del Parlamento. Un precedente storico: "una sospensione senza giustificazioni".

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Gli undici giudici della Corte Suprema inglese hanno votato unanimemente dichiarando illegale la sospensione del Parlamento.

A inizio settembre vi stata la decisione del primo ministro Boris Johnson di fermare il Parlamento per ben 5 settimane, bloccando ogni azione parlamentare in vista della Brexit. La scelta di sospendere (o meglio prorogare) i lavori fino al discorso della Regina, ufficialmente per permette di delineare le nuove linee programmatiche, ha scatenato le opposizioni.

Settimane di forte trepidazione politica e una serie di udienze della Corte Suprema inglese hanno consentito una svolta nell’empasse. I giudici dell’alta corte, presieduta da Lady Hale, hanno stabilito che la scelta di Johnson è stata “illegale, nulla e priva di effetti”.

VOLONTA’ POLITICA DI BLOCCARE IL PARLAMENTO

Per le opposizioni il blocco dei lavori parlamentari è stata una pura scelta politica del primo ministro per fermare qualsiasi iniziativa per scongiurare una Brexit senza accordo.
La sospensione del Parlamento, per effetto della sentenza, è priva di effetti e i giudici hanno rimesso nelle mani degli speaker del Parlamento per decidere sulle rispettive prerogative.

LA POSIZIONE DELLA REGINA

Nelle motivazioni dei giudici è anche cristallizzato un precedente che mette in una situazione particolare Buckingham Palace. La sentenza ha annullato un’ordine del Consiglio Reale – l’esercizio effettivo della Prerogativa Reale  – che ha sospeso (prorogato) il Parlamento segna un nuovo capitolo nella storia costituzionale britannica. La Regina aveva poco potere di agire nel merito della questione, prendendo consiglio dal Primo Ministro, rischiando di innescare ulteriori scenari senza riscontro.

LA CONVOCAZIONE DEL PARLAMENTO

Successivamente alla decisione si sono avviati i colloqui tra i leader dei partiti, in primis Jeremy Corbyn, e lo Speaker della Camera dei Comuni John Berckow.
Proprio Bercow davanti ai giornalisti ha annunciato la convocazione del Parlamento per mercoledì prossimo alle 12.30 (ora italiana).