BREXIT: La MAY potrebbe dimettersi

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Signora may
Foto di May

Theresa May potrebbe dimettersi. La situazione Brexit diventa insostenibile: la May potrebbe lasciare oggi stesso ad un successore.

Theresa May rischia di perdere il suo incarico politico di primo ministro. La fiducia da parte dei conservatori è sempre più debole nei confronti della leader. Infatti sempre il partito ha lanciato formalmente un voto di sfiducia. Qualora la maggioranza non dovesse essere a favore della leader, sarà costretta a dimettersi.

Questa brusca decisione deriva dalla perdita di fiducia nei confronti di una carica politica che non riesce a gestire i trattati e le varie vicende con l’Unione Europea.

Una situazione precaria.

La stabilità politica del regno Unito è nel pieno di una tormenta. Le milizie euroscettiche puntano ad avere in carica una figura capace di riuscire a chiudere tutte le vicissitudini con Bruxelles. Infatti l’obbiettivo del partito conservatore è proprio quello di chiudere questa partita che ormai da due anni è iniziata. Bisogna comunque dire che secondo i politologi una situazione di netto distacco del regno unito nei confronti dell’Unione Europea è uno scenario “utopico“. (Leggi anche -> Brexit: senza accordo rischio recessione )

Chi prenderà in mano il testimone?

Qualora Theresa May non riuscisse a superare la sfiducia, il gruppo parlamentare dovrà scegliere due nomi per la successione. I candidati saranno in seguito sottoposti a referendum tra tutti gli iscritti conservatori. La lista dei pretendenti è ricca: dall’ex Ministro degli Esteri Boris Johnson, primo fra gli euroscettici. Altra valida figura è quella del ministro degli Interni Saijid Javid, di origine pachistana. Ciò non esclude l’ipotesi che a succedere potrebbe essere una donna come ad esempio Amber Kudd. Non sarà facile trovare un valido candidato che vada bene all’animo del partito.

Qualora invece dovesse restare in carica la May, la sua posizione resterà inamovibile per un altro anno. Dunque riconferma è comunque da considerare anche se molti esponenti del partito, paragonano questa situazione ad una minestra riscaldata. Ed in tutto questo bisogna ricordare che ormai la Brexit non è altro che un conto alla rovescia, una clessidra in cui l’ultimo granello potrebbe cadere l 29 MARZO.

Ed in tutto questo non hanno preso nette posizioni, continuando a dilungarsi inutilmente in una gara per la la leadership.

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