Borsa Italiana Finanza: cos’è? A cosa serve? La guida

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A cosa ci riferiamo quando si parla di Borsa Italiana? In questa guida ci occuperemo anche di delineare gli aspetti salienti che bisogna conoscere quando si parla di azioni italiane e di come funzioni questo settore.

Il funzionamento della Borsa Italiana è articolato, ma sono sicuro che dopo la lettura di questa guida sarai in grado di poter avere una visione chiara e abbastanza schematica di come questa istituzione funzioni e del motivi per cui è così importante. 

Ho deciso di accennare alla storia di questo istituto e di approfondire anche qualche interessante dettaglio per meglio comprendere il funzionamento delle azioni in borsa. In questa guida non ci si poteva sottrarre anche dal mettere in guardia i potenziali investitori che intendono cimentarsi nel mondo degli investimenti di quali siano i potenziali rischi legati alle attività speculative, ma anche le grandissime opportunità che il mercato può riservarci se solo le si sanno cogliere.

Siamo pronti? Via. 

Borsa Italiana Finanza: cos’è e perché è così importante?

Quando parliamo di Borsa Italiana ci riferiamo ad un’azienda, o meglio, una società che ha il compito di supervisionare le azioni di tutti gli esperti del settore, l’operato di chi materialmente emette i titoli e la verifica che tutto venga gestito secondo dei criteri stabiliti a monte e che devono essere rispettati.

Borsa Italiana è quindi quell’istituto che supervisiona e concede gli scambi finanziari di tutti i prodotti che il mercato offre, quali ad esempio i titoli obbligazionari, le azioni, le opzioni e tutti gli altri derivati.

Ora il suo compito non è solo quello di controllare solo le transazioni, ma ha un ruolo da supervisione anche sugli operatori di mercato, quali ad esempio i broker, gli istituzionali, le banche, i trader professionisti e tutti gli operatori finanziari. 

Quindi: Borsa Italiana svolge un ruolo di supervisione e di monitoraggio? La risposta è si. 

Borsa Italiana oggi: l’evoluzione

Nel corso del tempo la Borsa si è evoluta parecchio. Le cose, negli anni ’80 o ’90 non andavano così. Una volta gli ordini e le transazioni avvenivano di persona mediante l’utilizzo delle cosiddette grida. Si tratta di quei pezzi di carta che volavano a destra e a manca nei quali era riportato l’ordine da immettere sul mercato.

Questo significa che in passato il ruolo della Borsa Valori era totalmente diverso rispetto alla modernità. Bisognava recarsi in loco, in base allo stato di residenza, procurarsi un galoppino, quindi una persona che aveva il compito di buttarsi nella mischia per farsi accettare l’ordine, e in questo istituzioni come Borsa Italiana svolgevano un ruolo di controllo e coordinamento. 

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Oggi le cose stanno in maniera diversa.  

Le transazioni avvengono per via telematica e quindi tutto ciò che si faceva nel passato è stato superato. Oggi Borsa Italiana è una piattaforma web based che permette agli investitori di poter acquistare o vendere i titoli che ne fanno parte. Il tutto, sottolineo, per via telematica.

Questo significa che se volessi acquistare un’azione, non avrò bisogno di recarmi alla Borsa Italiana, ma dovrò immettere il mio ordine telematicamente e borsa Italiana farà in modo che si incroci con un ordine di vendita. La piattaforma di Borsa Italiana svolge un ruolo di mediazione, visto che il suo scopo è quello di far incontrare domanda e offerta al punto di ingresso degli investitori. Oggi tutto questo si può fare online. Una volta, invece, bisognava recarsi in prima persona presso l’istituto, con gravi restrizioni. La borsa, infatti, non era un mondo per tutti. 

Ricapitolando: Borsa Italiana svolge, in sostanza, due ruoli:

  1. Ha lo scopo di far incontrare domanda e offerta mettendo in comunicazione acquirenti e venditori di un determinato strumenti finanziario quali obbligazioni, azioni, future, ecc. 
  2. Svolge un ruolo di supervisore per evitare che vi siano irregolarità

Un po’ di storia 

Borsa Italiana è l’evoluzione di un processo storico complesso e articolato. La prima Borsa Valori dedita allo scambio, nel Belpaese, nasce agli inizi del 1600 in quella Venezia crogiolo di ricchezze, commercio e scambi. All’epoca l’Italia era divisa in tanti piccoli staterelli, e per questo motivo negli anni successivi si andò incontro all’apertura di nuove Borse Valori, come quella di Trieste nell’anno 1775, per arrivare poi all’apertura della Borsa Valori di Roma, agli inizi dell’800.

L’ultima a vedere la luce fu la Borsa Valori di Milano, ed è li che oggi abbiamo la sede storica. L’anno è il 1808 e la sede era ed è ad oggi il Palazzo Mezzanotte sito in Piazza Affari. 

Nel corso del tempo, e più precisamente nel 1996, Borsa Italiana diventa Borsa Italiana SPA. Si tratta di una vera e propria privatizzazione che ha portato la Società per Azioni alla gestione della Borsa Valori di Milano. Ma c’è una ragione: se prima esistevano e continuavano ad esistere e convivere tutte le borse valori che abbiamo nominato fino a qui, nel 1997 accade un avvenimento storico: tutte le borse vengono accorpate un’unica Borsa. Infatti, come già detto, ogni città importante aveva la sua Borsa Valori e questo creava dei disordini non indifferenti.

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La vecchia Borsa Italiana di Trieste

Allo stato attuale (Borsa Italiana On line)

Oggi Borsa Italiana è andata incontro ad una vera e propria acquisizione da parte della Borsa di Londra. Il connubio è avvenuto nel 2007.

Allo stato attuale, quindi, tutta la parte operativa di Borsa Italiana che prima si svolgeva a Piazza Affari è stata trasferita nella città di Londra. A rilevare Borsa Italiana è la società London Stock Exchange Group che, oltre a detenere il 100% di Borsa Italiana stessa, detiene anche il 100% della Borsa Valori Londinese. 

Questa società, quindi, detiene il monopolio sua su Borsa Italiana che sulla Borsa Valori di Londra per la sua totale interezza. Questo a scanso di equivoci e per far capire al lettore che ormai Borsa Italiana di Italiano ha solo ed esclusivamente il nome. 

Borsa Italiana: il funzionamento

Il compito essenziale di Borsa Italiana, come abbiamo già avuto modo di accenna, riguarda l’organizzazione e il coordinamento dei titoli che sono quotati all’interno del suo circuito. Diremo quindi che borsa Italiana decide su:

  • ammissione di un titolo
  • sospensione di un titolo 
  • espulsione di un titolo dai propri circuiti 

Quando un’azienda si quota in borsa, quindi, deve rispettare determinati requisiti indispensabili per poter entrare  a far parte di Borsa Italiana. Quando tutti questi requisiti saranno verificati e ci si renderà conto che nulla osta l’ingresso di quel titolo in Borsa, Borsa Italiana acquisisce le mie azioni all’interno dei suoi canali e circuiti e permetterà agli investitori di potersele scambiare, sia in acquisto che in vendita. 

Ci sono dei casi in cui Borsa Italiana può anche scegliere di sospendere un titolo azionario per una o un’altra ragione. Vi sono dei casi, come accaduto durante la recente emergenza sanitaria, in cui Borsa italiana vieta, ad esempio, la vendita allo scoperto di uno o più titoli sottoposti allo stress del mercato e della situazione circostante. In genere queste scelte si prendono in comune accordo con la CONSOB.

La sinergia con la CONSOB

La CONSOB, invece, è l’organismo di Vigilanza. Non di rado le scelte vengono prese in comune accordo. Quindi alla domanda: Borsa Italiana può sospendere un titolo? Si, e lo può addirittura espellere. Si tratta di un’istituto che ha un ruolo chiave e importantissimo in tutte le dinamiche legate al mondo finanziario italiano. Ma andiamo avanti con altri dettagli che mi sembrano molto interessanti.

Leggi anche >> Perché un’azienda si quota in Borsa? In 3 punti

Borsa Italiana Azioni: quali strumenti si possono contrattare?

In Borsa Italiana non si scambiano solo azioni. Infatti troviamo anche:

Borsa Italiana: come è suddivisa? 

Per una questione di semplicità diremo che Borsa Italiana è suddivisa a compartimenti. Ciascun compartimento ha il suo ruolo e la sua funzione. L’armonizzazione dei ruoli di tutti questi compartimenti mette in moto la grande macchina di Borsa Italiana. Vediamo le principali sezioni.

  • MTA: Mercato telematico azionario (in questa sezione troviamo la compravendita delle azioni di tutte le società Italiane quotate in borsa) 
  • Sedex: qui si potranno trovare altri strumenti finanziari come i certificates oppure i covered warrant, 
  • ETF Plus: ETF ed ETC.
  • MOT: Mercato Obbligazionario Telematico. In questa sezione ci si occupa di obbligazioni e titoli di stato. 
  • IDEM: Italian Derivatives Market che, come già accennato, possono essere contrattati in Borsa Italiana
  • MIV: che sta per Mercato per i fondi d’investimento alternativi.

Le Azioni nella Borsa Italiana

Abbiamo avuto modo di accennare di che cosa si tratta a grandi linee e di come è suddivisa Borsa Italiana. Ora è necessario andare a riporre la nostra attenzione sulla parte che ci interessa maggiormente, e quindi sul comparto Azionario di Borsa Italiana con relative specifiche. Diremo che il segmento azionario è diviso in 4 segmenti differenti. 

I segmenti

  1. Le Blue Chips: trattasi di quel segmento che racchiude, al suo interno, quelle società che hanno una elevata capitalizzazione e il cui valore in borsa è estremamente elevato. Chiaramente il valore di borsa deriva dal numero di azioni che ci sono in circolazione moltiplicato per il prezzo dell’azione stessa. Per fare un esempio: se in circolo ci sono 1.000 azioni della società x che valgono 10 euro ciascuna, il valore sarà dato da 10.000x10=10.000. Quando parliamo di larga capitalizzazione, ci si riferisce a quelle aziende che hanno un valore di borsa superiore al miliardo. Fiat è un esempio. 
  2. Il segmento Star: si tratta di quel segmento dove troviamo tutte le azioni di quelle società a media capitalizzazione. Si tratta di aziende con un valore che va dai 40 milioni di euro al miliardo. Queste società dovranno rispondere a dei requisiti d’eccellenza essenziali. Hanno parecchi obblighi rispetto alle società convenzionali e dovranno rispettare dei vincoli ben precisi. 
  3. Il segmento Standard: le aziende che hanno una capitalizzazione che va dai 40 milioni al miliardo ma che non riescono a rispettare i requisiti del segmento Star vengono inglobate nel segmento standard. I requisiti d’eccellenza possono essere raggiunti in seguito. 
  4. AIM: qui troviamo tutte le società che hanno una bassa capitalizzazione. Questo segmento della Borsa Italiana risponde a delle leggi di Borsa Italian, ma non alle leggi dello stato Italiano. Questo significa che le società piccole sono sottoposte a dei vincoli molto meno stringenti che permettono una quotazione più facile. Quando ci si quota all’AIM non è necessario presentare 3 bilanci certificati, ma basterà presentarne anche solo uno a differenza di tutti gli altri segmenti. 

Un approfondimento su AIM

Per farla breve: quotarsi all’AIM è molto più semplice di quanto si possa pensare. Ci vogliono 6 mesi e poco più di 1.000.000 di euro. Ma perché un’azienda si quota in borsa? I motivi sono molteplici.

In genere lo scopo è quello di creare una vetrina internazionale e quindi attirare dei nuovi capitali freschi all’interno del proprio business e poter attirare gli investitori con maggiore facilità dato che gli basterà comprare azioni.

Come abbiamo avuto modo di vedere però questo segmento non è regolamentato e quindi tutelato dalla legge. Negli altri segmenti le società operano in una stanza con le pareti di cristallo. Questo vuol dire che dovranno pubblicare le trimestrali.

Nelle società quotate AIM invece i bilanci vanno presentati ogni 6 mesi.

Borsa Italiana Azioni Listino >> clicca qui per vedere la borsa italiana tempo reale.

Perché un’azienda si quota all’AIM? 

Questo tipo di mercato è poco liquido e meno trasparente rispetto ai tre segmenti superiori, e bisogna quindi prestare attenzione prima di investire i vostri soldi in una società quotata all’AIM. Comprare e vendere le società che fanno parte di questi segmenti risulta essere difficile proprio per l’assenza di liquidità. Chi si quota all’AIM lo fa per due motivi: 

  1. andare incontro all’Exit e quindi monetizzare l’investimento degli imprenditori che ci hanno creduto, che hanno creato la società ma che vivono solo di quel business. 
  2. raccogliere nuovi capitali con l’intento di investire nella società per puntare a crescere sempre di più andando incontro ad uno sviluppo e ad una crescita. 

Bada bene, e lo sottolineo: investire in quelle società quotate all’AIM comporta comunque dei rischi che devi prendere in considerazione prima di investire. Si tratta di un mercato abbastanza striminzito, e per questo motivo facilmente manipolabile da chicchessia. Valuta sempre in maniera certosina il tuo investimento prima di prendere delle scelte operative. 

Borsa italiana FTSE MIB: facciamo chiarezza 

No anche se molti, pure tra i professionisti, lo credono. In realtà le cose non stanno così. Al FTSE Mib dedicheremo un articolo intero, ma in questo momento è bene accennare alcune cose importanti per meglio comprendere di cosa stiamo parando. L’acronimo sta per Financial Times Stock Exchange. La sigla MIB, invece, va letta come Milano Indice di Borsa.

Si tratta di un indice che ha lo scopo di riassumere e compendiare l’andamento di 40 società chiave Italiane. Si tratta delle società che hanno una capitalizzazione molto elevata e che fanno parte del segmento Blue chips di cui abbiamo già avuto modo di parlare sopra. Ora l’indice viene tenuto in considerazione da parte degli analisti perché ci mostra una sintesi dell’andamento dell’Intera borsa Italiana.

Questo nell’immaginario comune. Le cose non stanno proprio cos’. Diciamo che gli scenari che mostra il FTSE MIB sono pur sempre parziali perché mostrano l’andamento di specifici settori come quello finanziario. Ma quando il settore finanziario è in difficoltà, questo non significa che debbano perdere per forza Autogrill o Fiat che, magari saranno più stabili o addirittura in crescita. 

Quindi il FTSE MIB è la Borsa Italiana? No! Il FTSE MIB è un indice, come il Nasdaq, che raccoglie la summa dell’andamento delle 40 aziende a più alta capitalizzazione. Le altre società si troveranno inserite in indici secondari. 

Borsa Italiana azioni ftse mib lista: clicca qui

Quanto è grande la Borsa Italiana? 

Grande verrebbe da dire. Grandissima. Nella realtà dei fatti le cose non stanno così. Vi è una sorta di legame affettivo forse , con alcuni titoli italiani storici come Telecom o Fiat. Nella realtà dei fatti molti investitori hanno maggiore familiarità con questi titoli, e probabilmente anche con i fondamentali degli stessi.

In realtà però nel trading e negli investimenti non si ragiona così. L’affettività è qualcosa che bisogna tenere fuori dagli investimenti. Questo perché nella borsa si possono perdere tantissimi soldi se non si è in grado di mettere da parte emozioni e simpatie per approcciarsi al mercato con cinismo. 

Se parliamo di numeri Borsa Italiana capitalizza l’ammontare di 700 miliardi di euro. 

Tantissimi dici? Facciamo un paragone. Basta guardare la capitalizzazione di società come Google, Microsoft o Amazon per rendersi conto che l’intera Borsa Italiana è più piccola di un solo titolo di quelli menzionati. In America le società quotate sono più di 7000 perché lì le cose funzionano in maniera diversa e vi è una vera e propria cultura sia finanziaria che degli investimenti. In Italia tanta ignoranza, voglia di delegare e cattiva informazione.

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Borsa It: i rischi delle azioni 

Uno dei principali problemi relativo alle azioni quotate in Borsa Italiana riguarda i bassi volumi di scambio di quelle azioni che hanno una piccola media capitalizzazione. Si tratta di un rischio valido per tutti, in particolare modo per chi è in possesso di ingenti capitali.

Quando i volumi sono bassi, infatti, significa che vengono scambiate poche azioni nell’arco di una seduta di contrattazione.

Mancano quindi gli utenti. Non ci sono compratori, non ci sono venditori, la domanda scarseggia, l’offerta idem e quindi si va incontro o a fasi di lateralizzazione o fasi in cui il prezzo compie dei movimenti artificiosi che fungono da deterrente verso i potenziali investitori.

Considerare il fattore volumi

Quando i volumi sono bassi, poi, non di rado si assiste alle famose manipolazioni di mercato, nelle quali può subentrare il famigerato Insider Trading. Infatti vi sono vigilanze di serie A e vigilanze di serie B. In tutti i segmenti della borsa regolamentati, si tende ad essere più severi. Nei segmenti come AIM, che non è regolamentato, manipolazioni e truffe potrebbero essere all’ordine del giorno. 

La legge di stabilità del 2012 ha anche introdotto la Tobin Tax, e quindi una tassa dello 0.20% su tutte le transazioni di borsa aventi per oggetto delle azioni di società del territorio Italiano con una capitalizzazione complessiva superiore al mezzo miliardi di euro.

Grazie a questa genialità gli investitori, specie chi ci mette il grano vero e quindi muove milioni in un sol colpo, non ha voglia di investire sul mercato Italiano, ed è uno dei motivi per cui il nostro mercato non presenta volumi considerevoli proprio perché così si riducono gli scambi sui titoli a bassa capitalizzazione. La Tobin Tax doveva servire per combattere la povertà. Togliere ai ricchi per dare ai poveri.

Risultato? i ricchi non investono più in azioni Italiane, e i poveri sono sempre più poveri. Storie all’Italiana. 

Borsa Italiana conviene? Verso la conclusione 

Quando si decide di investire in un’azione è sempre bene prendere in considerazione il contesto circostante, anche perché tutti i grafici hanno dei criteri comuni e grazie alle correlazioni ci potremo accorgere di come anche il prezzo dell’oro o la quotazione dell’euro siano responsabili dell’andamento del mercato azionario.

Ma l’Italia? Cosa ha da offrire l’Italia? Si tratta di uno stato con una crescita molto rallentata. Il Prodotto Interno Lordo si sposta dal terreno negativo alla zona gialla, ed è uno dei motivi per cui questo stato sta andando incontro allo sfacelo. Quindi che prospettive di crescita ci sono? Quali progetti per il futuro? 

Tra le varie cose l’Italia non è uno stato tradizionalmente amante della finanza. Ancora oggi viene vista come materia per pochi eletti e viene trattata con una certa diffidenza perché nell’immaginario comune chi opera in borsa è automaticamente un truffatore.

Purtroppo l’ignoranza gioca anche questi brutti scherzi, mentre tantissime aziende sono in difficoltà e non vengono neanche suppoortate da testate e siti informativi di settore che possano fornire delle informazioni aggiornate e precise sugli investimenti delle società o altre informazioni relative al personale, agli indici di bilancio e alle prospettive di crescita. 

Aziende Italiane quotate in borsa: come stanno le cose?

In Italia poi la prassi della quotazione in borsa non è molto osannata. Infatti nonostante le aziende che hanno i requisiti siano tantissime, in Italia le società quotate sono meno di 500. Ora dato che questo discorso ha una premessa, è chiaro che il mercato Italiano non è visto di buon occhio all’estero per alcuni motivi cardine: 

  • assenza di volumi. Questo problema tiene lontani tantissimi investitori 
  • problemi di inefficienza 
  • situazione politica precaria

In una situazione del genere vi sono investitori a caccia di quelle piccole società che possano avere un futuro roseo e una grossissima espansione nel futuro, alla ricerca del colpo grosso tra quelle società che hanno una piccola media capitalizzazione. 

Quante tasse si pagano sulle azioni in Italia? 

Le tasse su tutte le plusvalenze derivate dalla variazione del prezzo, in Italia, ammontano al 26%. Si tratta di una delle tassazioni più elevate al mondo. Lo stesso criterio di applica anche per i famosi dividendi. Anche in questo contesto la tassazione è del 26%. Per ciò che riguarda sia le plusvalenze che le minusvalenze c’è da dire che possono andare incontro al processo di compensazione. 

Il discorso è molto semplice: investo nell’azionario e perdo 10.000 euro. In quel caso la mia minusvalenza sarà di 10.000 euro. Apro delle nuove posizioni e guadagno 10.000€. In quel caso la plusvalenza annulla la minusvalenza e non dovrò pagare nulla proprio perché i due risultati si annullano. 

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Leggi anche >> Come quotarsi in borsa? Requisiti, regole ed i suoi segmenti

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