Bollo Auto: ecco tutte le novità che devi conoscere

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bollo auto

Il bollo auto è una tassa automobilistica regionale con delle regole ben precise

Bollo autoveicolo. Cos’è? Di cosa si tratta? Perché si paga ancora? Cosa cambia nel bollo auto storiche? Vediamo assieme nell’articolo che segue. 

Che cos’è il Bollo autoveicoli? 

Parliamo di una tassa che ciascun cittadino italiano deve versare allo Stato per ogni autoveicolo che possiede. Si tratta di una tassa, tanto odiata dagli italiani, che è strettamente legata al possesso della propria autovettura. In buona sostanza per ogni vettura regolarmente iscritta al PRA, Pubblico Registro Automobilistico, è obbligatorio pagare, ogni anno, il bollo. Anche se il mezzo è stato utilizzato per poco tempo, la tassa va corrisposta in ogni caso. 

Come si calcola la data di scadenza del bollo aci? 

La scadenza dipende dalla data di immatricolazione della vettura. In buona sostanza: la scadenza è fissata, a distanza di un anno, entro il mese successivo a quello dell’immatricolazione.

Bollo auto Lombardia e bollo auto Veneto

Gli automobilisti di Lombardia e Piemonte sono esclusi da questa regola. In queste due regioni, infatti, la regola è diversa. Si avvalgono della possibilità, infatti, di pagare in date prestabilite. E quindi avremo: 

  • 31 maggio 2019 quando il bollo che scade nel mese di aprile;
  • 30 settembre 2019 quando il bollo scade nel mese di agosto;
  • il 20 gennaio 2020 quando il bollo scade nel mese di dicembre.

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Quali novità?

Sarà necessario dire già, in prima battuta, che per il 2020 saranno introdotte delle novità rispetto al bollo auto 2019. Infatti si prevede un aumento del costo del bollo per le auto praticamente inquinanti. Verrà invece ridotta la tassa per le auto storiche. Ultima novità: sarà introdotto il condono.

Vediamo tutto nel dettaglio. 

Aumenti Bollo auto: cosa cambia?

Il governo ha portato una nuova manovra finanziaria che ha apportato delle modifiche relative al bollo auto. A dare notizia delle novità è stato il ministro all’ambiente Sergio Costa. L’intento del ministro è quello di colpire, con un aumento del bollo auto, tutti i possessori di auto particolarmente annose per il nostro ambiente. Per definire il tutto in termini più tecnici, secondo quanto previsto dalla stessa normativa, i veicoli colpiti da questo aumento sono quelli di classe Euro 3 e inferiori.

In tal senso, una tassazione maggiorata, dovrebbe scoraggiare i possessori di veicoli inquinanti ad indugiare ulteriormente e a cambiare l’auto. Nella realtà delle cose, però , il bollo vero e proprio, ossia la tassa canonica, non ha subito nessun aumento. Se ci riferiamo a chi possiede un’auto Euro 6 ad esempio, e quindi possiede un’auto non inquinante, si pagherà la cifra di 2,58 euro al Kw e di 3,87 euro al Kw per le vetture con potenza superiore ai 100 Kw. 

Chi invece possiede un’auto di categoria Euro 3, dovrà pagare una cifra più alta che ammonterà a 2,70 euro al kw o 4,05 euro al Kw se l’auto avrà potenza superiore ai 100 Kw. Per chi possiede, ancora, un’autovettura di categoria Euro 2 andrà a pagare un bollo auto di 2,80 euro al Kw; chi, invece, si ritroverà a pagare il bollo di un’autovettura categoria Euro 1 o Euro 0, dovrà rispettivamente spendere  2,90 (Euro 1) e 3,00 (Euro 2) euro al Kw.

Chi viene premiato?

In buona sostanza chi ha un’autovettura nuova. Chi ha una macchina che rispetta l’ambiente pagherà un bollo inferiore rispetto a chi possiede un’auto vecchia, e quindi inquinante. A meno che non si tratti di un’auto d’epoca, ma questo lo vedremo in un successivo paragrafo dedicato.

Bollo auto 2020: ecco le novità

La recente manovra di governo ha fatto di più. Infatti sono state introdotte non poche modifiche relativamente al bollo auto. In prima battuta sarà necessario dire che sono esenti dal bollo auto tutti quelli che possono avvalersi delle agevolazioni previste dalla legge 104.

Si tratta della legge che tutela gli invalidi civili. Nel caso in cui il veicolo sia intestato a questi ultimi, si sarà esenti dal bollo auto. L’agevolazione viene estesa a chi ha a carico la persona disabile. Questo però solo nel caso in cui chi ha a carico la persona disabile non superi i 2.840,51 € di reddito lordo annuale. In quel caso, quindi, la persona sarà esente dal bollo. 

Bollo auto storiche

Per tutti i possessori di auto storiche ecco cosa sapere sul bollo. In buona sostanza: per tutte le auto che hanno un’età compresa tra i 20 e i 29 anni, sarà possibile ottenere un’esenzione del 50%. L’auto deve però essere dotata di una particolare certificazione, della Certificazione di Rilevanza Storica che sarà annotata anche nella carta da circolazione. 

Il bollo auto abolito, invece, è applicato solo alle auto dotate della stessa certificazione, ma che hanno superato il trentesimo anno di età. Il parlamento sta già lavorando a questa nuova legge, con l’intento di agevolare al percorso che porterebbe un’auto a diventare storica. 

Una particolarità da notare riguarda il 2019. 

La riduzione del 50% per le auto che hanno tra i 20 e i 29 anni, è entrata in vigore a partire dal mese di giugno 2019. Scaturisce, quindi, un problema a livello di tempistiche, a cavallo dei due anni. In buona sostanza: l’annotazione per il Certificato di Rilevanza Storica diventa impossibile sia alla data di entrata in vigore, ossia il primo gennaio 2019, sia alla data della prima scadenza del bollo fissata al 31 gennaio.

Per permettere il corretto adempimento, e quindi il certificato, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha concesso una proroga di 60 giorni, che scadeva il 31 marzo scorso, entro il quale tutti i possessori di queste auto avrebbero dovuto regolarizzare l’annotazione sulla propria carta di circolazione. 

Cosa cambia? 

Chi è riuscito a fare l’annotazione, pagherà il 50%. Chi non è riuscito a farlo, dovrà pagare il bollo per intero per l’anno 2019. Si vedrà il bollo decurtato del 50% solo nel 2020 e potrà usufruire di questa nuova agevolazione. 

Per le auto che hanno più di 30 anni il bollo non è previsto.

Bollo auto in base alle emissioni di Co2

Tutte le novità relative al bollo auto derivano dall’introduzione di un sistema “bonus malus”. Tale sistema ha lo scopo di spronare i cittadini all’utilizzo di macchine ecologiche onde contenere l’emissione di gas inquinanti. 

Tale bonus malus sulla macchina, che è lo stesso su cui si basano gli eco-incentivi dello stato e l’ecotassa, verrà estero anche alle tasse. Di recente firma è il protocollo “aria pulita”, fortemente voluto da Ministri, Premier, Governi, Cancellieri, Province, eccetera. Si tratta di una serie di provvedimenti che hanno lo scopo di allinearsi alle normative dell’Unione Europea. L’idea è quella di ridurre le soglie di biossido di azoto nell’atmosfera. 

Il governo Italiano ha promesso di lavorare una proposta di legge al fine di individuare tutti i criteri relativi al “bonus malus” in quelle che sono le tariffe relative al bollo auto. 

Si verrà a creare, quindi, un bollo incentrato sul consumo. In buona sostanza, meno combustibile bruci, meno saranno le emissioni di CO2 nell’ambiente. In Italia il modello di calcolo del bollo è obsoleto. Infatti i parametri sono stati decisi nel 2007. Oggi è necessario un aggiornamento. 

Considerate che in Italia la tariffa meno cara accomuna le Euro 4 (macchine di 10 anni fa) con le Euro 6D odierne. Tipico discorso all’italiana. 

Esenzione bollo auto

Ci sono dei casi in cui si è esenti dal pagare il bollo autoveicolo.
Queste esenzioni riguardano le auto intestate a disabili o con specifiche motorizzazioni. 

È la stessa legge a prevedere delle esenzioni per tutti quei cittadini che rientrano in quella cosiddette legge 104, che riguarda sia disabili che accompagnatori. Onde poter beneficiare delle agevolazioni, bisognerà che il soggetto intestatario dell’auto rientri in una di queste categorie: 

  • Non vedenti;
  • Sordi;
  • Disabili con handicap psichico o mentale titolari che percepiscono indennità di accompagnamento;
  • Cittadini Disabili con limitazione grave della capacità di deambulazione o affetti da pluri amputazioni;
  • Cittadini disabili con impedite o ridotte capacità motorie.

Esenti dal bollo anche le auto elettriche, fino al raggiungimento del loro quinto anno di vita. Poi le auto storiche che hanno 30 anni d’era, e tutte le auto ibride comprate nel corso del 2019. Per esse si applicherà l’esenzione del bollo in un periodo che andrà dai 3 ai 5 anni successivi all’acquisto. 

La Corte Costituzionale, il 21 maggio del 2019, ha affidato totale discrezionalità in materia di bollo auto alle rispettive Regioni. L’unica clausola è che si rispetti il massimale imposto per legge. Ci riferiamo ad una sentenza chiave per il bollo auto, la  n. 122. 

La Corte ha potuto quindi lasciare carta bianca ai governi regionali a patto però che non venga aumentata la tassa oltre le soglie stabilite dal governo centrale. 

Ciò però da alle regioni il potere di introdurre, qualora lo ritenessero opportuno, delle esenzioni specifiche, anche se non sono previste.

Bollo auto pagamento 2020

Come funziona il pagamento bollo auto? Il bollo va pagato presso la Posta ove sarà possibile richiedere il bollettino dedicato. Sarà possibile effettuare il pagamento anche presso le rivendite già abilitate dall’ACI, o sul sito aci.it 

Calcolo bollo auto 

Come già spiegato, in Italia, il bollo è strettamente legato alla potenza del mezzo. Per conoscere già in prima battuta l’importo dovuto, dovrò avere come dato la potenza, espressa in kilowatt e la classe ambientale di appartenenza dell’auto.

Per far questo sarà necessario consultare il libretto di circolazione. Recandovi alla voce P.2  potrete vedere la potenza espressa in Kilowatt. Per ricercare la classe ambientale, invece, recatevi alla voce V.9. 

Scadenza del bollo auto

Come abbiamo già specificato, ad eccezione del bollo auto regione Lombardia e del bollo auto regione Veneto (dove i termini sono quelli del 31 maggio 2020 per il bollo auto con scadenza ad aprile, del 30 settembre 2020 per il bollo auto con scadenza ad agosto, e del 20 gennaio 2021 per il bollo auto con scadenza a dicembre) tutti i cittadini in possesso di un autoveicolo devono pagare il bollo entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello dell’immatricolazione. 

Qui di seguito i dettagli:

  • se il bollo è scaduto a dicembre 2019: il pagamento va effettuato dall’1 al 31 gennaio 2020;
  • col bollo scaduto a gennaio 2020: il pagamento si dovrà effettuare dall’1 al 28 febbraio 2020;
  • se il bollo è scaduto ad aprile 2020: il pagamento  si dovrà effettuare dall’1 maggio al 31 maggio 2020;
  • bollo scaduto a maggio 2020: il pagamento si dovrà effettuare dall’1 giugno al 30 giugno 2020;
  • con il bollo scaduto a luglio 2020: il dovrà effettuarsi dall’1 agosto all’1 settembre 2020;
  • bollo scaduto a agosto 2020: pagamento dall’1 al 30 settembre 2020;
  • se il bollo è scaduto a settembre 2020, il pagamento dovrà effettuarsi tra l’1 e il 31 ottobre 2020;
  • bollo scaduto a dicembre 2020: pagamento dall’1 al 31 gennaio 2021.

Rottamazione e Condono bollo auto 

La riforma ha introdotto altre modifiche sul bollo auto. Vi è la possibilità, oggi, di poter risolvere qualunque tipo di contenzioso con il fisco per bolli non pagati. Questo è possibile grazie alla definizione agevolata dei ruoli affidati all’agente della riscossione. 

Tutti i cittadini che sono destinatari di una cartella esattoriale derivata da uno o più bolli auto non pagati, potranno optare per la rottamazione o per il condono. 

Per la rottamazione basterà presentare domanda di adesione rottamazione all’Agenzia delle Entrate. Così facendo si potranno eliminare le eventuali sanzioni previste, e tutti gli interessi maturati. Rimarrà la cifra da corrispondere che potrà essere versata anche in 10 rate massimo, in un lasso di tempo di 5 anni, con un tasso di interesse fissato al 2%. 

Il condono del bollo, invece, si attua solo a quelle cartelle notificate tra il 2000 e il 2010, ma che non superano i 1000 euro. Questo significa che i debiti contratti dal 2000 al 2010 per bolli non pagati, sono stati cancellati d’ufficio dal recente decreto. Questa peculiarità del bollo auto prescritto è stata denominata strappa-cartelle ed è parte integrante di tutte le novità introdotte a partire dal sette ottobre del 2019.

Alcune curiosità

Bollo auto ACI: il vantaggio dei soci

I soci ACI non pagano le commissioni sul bollo auto. Visita il sito www.aci.it

Bollo auto abolizione

Per quanto sia stata diffusa la notizia che il M5S avrebbe abolito il bollo, nulla è stato fatto. Come abbiamo visto tutte le modifiche sono relative a condoni, alla gestione regionale del bollo e ad esenzioni che erano già previste dalla legge. Questi significa che Di Maio non ha mantenuto la sua promessa di tagliare, per sempre, il bollo auto.

E la sonata non pare voler cambiare, almeno per i prossimi 5 o 6 anni.

Bollo auto e revisione

Nel 2018 l’onorevole Ribaudo, del PD, aveva proposto di verificare il pagamento del bollo in fase di revisione dell’auto. Sappiamo che il Bollo e il Canone RAI sono le due tasse più odiate ed evase dagli Italiani. 

Ora la circolazione su strada, secondo questo emendamento, dovrebbe essere condizionata dal pagamento del bollo. In buona sostanza, questo emendamento, che non è ancora stato approvato, prevede che chi revisiona l’auto dovrebbe occuparsi di verificare la regolarità del pagamento del bollo. Chi non lo ha pagato, non potrà usufruire della revisione, anche se la sua auto o il suo mezzo è completamente idoneo alla circolazione. 

L’emendamento non è approvato in via definitiva e ce ne occuperemo qualora vi fossero delle novità. 

Bollo auto gpl Piemonte

In Piemonte, come potete anche vedere qui, le auto elettriche e quelle alimentate a gas metano o petrolio liquefatto (GPL), hanno l’esenzione a vita dal bollo auto.

Leggi anche: Auto – è ancora conveniente comprarla? 

 

 

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