🎄 CROLLO del BITCOIN – C’entra il Natale? A quanto pare si

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Perché il Bitcoin e le più importanti cripto stanno subendo delle vistose correzioni?

La ragione è che stanno arrivando la fine dell’anno, e tutti amano avere i soldi in tasca.

Se non ora, quando? Per Pasqua?

A Natale siamo tutti più spendaccioni. Non devo essere di certo io a venirvelo a dire. Ma immaginate per un attimo di possedere in questo momento anche solo (si fa per dire) 100 Bitcoin. Dopo l’allungo a rialzo e il tocco del massimo storico a 11.400 dollari, stiamo assistendo, in queste ore, a delle vistose correzioni frutto di prese di profitto.

Anche tu, caro lettore, in vista delle festività natalizie, se avessi posseduto quei 100 famosi Bitcoin, saresti stato tentato a ritirare del profitto. E probabilmente lo avresti fatto! Domani arriva dicembre, e con lui la fine dell’anno solare e le festività. A Natale si devono comprare i regali, i vestiti, il cotechino, la giacca nuova, le scarpe nuove. E’ il periodo dell’anno più indicato per concedersi un viaggio, una vacanza esotica (o erotica) ma che ha pur sempre un costo. Si va in settimana bianca e i bambini vogliono l’Iphone X e tu glielo devi comprare. Pena un “non ti parlo più per tutte le feste“.

E quando all’inizio dell’anno hai investito 100K in Bitcoin e a distanza di 365 giorni puoi mettere in saccoccia più di un milione di euro, sei fortemente tentato a ritirare profitto.

… e Babbo Natale ha un costo

Quando si iniziano a liquidare delle posizioni, la quotazione di riferimento inizia a scendere. Non stiamo scoprendo l’acqua calda . Questo è spesso dovuto all’effetto domino. Da dove nasce? Provo a spiegarvelo. Avete mai sentito parlare di Panic Selling? In sostanza si tratta di una chiusura massiccia di posizioni per limitare i danni. Ma chi deve limitare i danni?

Ragionate. E’ semplice: Coinbase ha dichiarato che all’indomani del giorno del ringraziamento  sono stati aperti più di 300.000 nuovi conti. Attualmente Coinbase detiene un totale di 13,3 milioni di conti aperti, con un incremento del 167% dall’inizio dell’anno. A quel tempo il Bitcoin valeva poco meno di 1000 dollari. Ed è qui che bisogna rispondere ad una domanda: chi muove il Bitcoin? Sono di certo gli investitori retail, dato che le banche non permettono ancora di far trading sul Bitcoin. Ed ecco che, all’indomani del giorno del ringraziamento, presi dall’euforia del momento, i trader di primo pelo hanno deciso di aprire un conto di investimenti. E secondo voi cosa hanno fatto? Hanno venduto? Io ne dubito! Ed ecco che arriva l’allungo fino ai massimi storici.

Chi gonfia sgonfia. Sapevatelo!

Secondo questo principio, dunque, gli investitori posizionati a mercato da più tempo, hanno colto l’attimo per alleggerire il proprio portafogli e portare a casa il profitto. In barba a tutti i supporter di primo pelo del Bitcoin, che sono rimasti con l’amaro in bocca. Tutti quelli che pensavano, dunque, di aver trovato il santo graal oggi piangono lacrime amare. Il mercato riporta tutti coi piedi a terra. Ed è li che scatta il Panic Selling. Una volta che i novelli investitori retail hanno iniziato a subire perdite, con ogni probabilità, hanno iniziato a liquidare posizioni. “Non fa per me! Non sono tagliato per questo mondo.”

E su, su, su . Poi giù, poi su, come è fisiologico sui mercati, e Bitcoin non fa eccezione. Ovviamente delle oscillazioni cosi vistose sono abbastanza rischiose per gli investitori. Specie per chi non ha dimestichezza con la finanza e il trading.

E’ scoppiata dunque la bolla? Certamente no, ma sicuramente la volatilità è un rischio da prendere in considerazione. La settimana prossima dovrebbe arrivare il primo future. Se ne parlerà tra il 10 e il 12 dicembre. Voci di corridoio vogliono che, viste le richieste, grossi colossi bancari stiano facendo pressione per l’uscita di questo strumento che permetterà, di fatti, il trading sul Bitcoin. A lanciarlo sarà il CME di Chicago. Ed è ovvio, quindi, che il Bitcoin abbia ancora molta strada da fare.

 

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