🇪🇺 BCE, addio a QE da dicembre. Per i tassi si aspetta il 2019.

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Mario Draghi ha annunciato la strategia della BCE relativa a Quantitative Easing e tassi di interesse. La conferenza stampa è avvenuta a margine della riunione del board.

STOP AGLI STIMOLI DA DICEMBRE

Dopo il rialzo dei tassi da parte della FED annunciato ieri, gli occhi degli investitori erano puntati sulla riunione della BCE che si è conclusa oggi a Riga.
La conferenza stampa tenutasi a fine riunione del board dei governatori dell’Eurozona ha confermato quanto aleggiava da un pò nell’aria.
Il governatore Mario Draghi, infatti, ha reso noto il piano che porterà, da ottobre a dicembre, alla riduzione del QE a 15 miliardi di euro (dai 30 attuali). Un calo degli acquisti fino all’azzeramento totale a partire da dicembre.
Per quanto riguarda i tassi di interesse, restano attualmente allo 0% e non si prevede alcun aumento almeno fino all’estate 2019. O fin quando sarà necessario.
Tuttavia, l’Eurotower ha precisato che il capitale, derivante dal rimborso dei titolo nel suo portafoglio, verrà reinvestito.
In sostanza la Banca Centrale non lascerà scoperto il mercato e cambierà approccio nella politica monetaria.
Una politica che l’istituto di Francoforte considera espansiva ma nella sostanza è accomodante con le esigenze dell’Eurozona.

TARGET INFLAZIONE E PREVISIONI ECONOMICHE

Tutte le decisione prese dal board restano comunque vincolate al raggiungimento del target inflazionistico, il famoso 2%.
Prospettive di inflazione che il consiglio direttivo ha giudicato notevoli e che nel lungo periodo potrebbero portare ai risultati sperati. Questo perché la forza dell’economia, la crescita e i piani di stimoli hanno rispecchiato le aspettative della BCE.
Pertanto, le proiezioni future danno un’inflazione media al 1,6% nel 2019 per poi passare all’1,9% nel 2020.
Questa prospettiva è accompagnata dalle previsioni di crescita che nonostante gli attuali rallentamenti non sono nefaste. Questo ha portato, infatti, le stime al 2,1% dal 2,4% originario.

EURO IRREVERSIBILI

Alle domande dei giornalisti su eventuali uscite dall’area euro e i timori per il futuro dell’Eurozona (con particolare riferimento all’Italia), Mario Draghi ha tuonato senza timori. 
“L’euro è irreversibile, perché è forte, perché le persone lo vogliono e perché non giova a nessuno mettere in discussione la sua esistenza”.
Draghi ha inoltre confermato come ben oltre il 70% della popolazione europea sostiene l’Eurozona.

 

 

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