Bad bank: cosa sono le banche cattive e cosa fanno

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bad bank

Bad Bank è un termine comparso sulla scena bancaria, che identifica una possibile soluzione alla crisi economica, che ha colpito sempre più gli istituti di credito negli ultimi anni. Ma qual è il significato di bad bank? Cosa comportata per il sistema economico italiano ed Europeo? Di seguito andremo a considerare quali sono le prospettive e i vantaggi.

Cos’è una Bad Bank

Il significato di bad in inglese può essere tradotto come cattivo, dannoso, tossico e scadente, un aggettivo che affiancato a una banca, identifica una particolare attività che verrà svolta al fine di migliorare la sua condizione economica.
Quindi una bad bank è una società indipendente, appartenente a uno stesso gruppo bancario, in cui verranno convogliati tutti quei titoli considerati dannosi per la posizione finanziaria della banca e che, nella terminologia comune, vengono definiti titoli tossici.

Da dove nasce l’idea di bad bank

La prima volta che si è sentito parlare di bad bank è stato nel 2009 durante la fase della crisi americana dei mutui sub prime. Infatti le banche di investimento americane si trovarono in difficoltà per il crollo dei mutui e per la presenza nei loro bilanci di titoli che avevano valori nominali elevati, ma che sul mercato reale apparivano simili a spazzatura: i titoli tossici.

Questi asset hanno condotto istituzioni storici come la Lehman Brother a dichiarare bancarotta, creando situazione di difficoltà anche per altre realtà come il colosso dell’AIG, Fannie Mae e Freddie Mac, spingendo il segretario del tesoro Paulson a intervenire con un ingente pacchetto di aiuti.
Il sistema delle bad banking nasce al fine di trovare una soluzione per alleggerire i bilanci delle banche e offrire loro la possibilità di diminuire il tasso di indebitamento e prestare altro denaro, scongelando il credito.

Come funziona una Bad Bank

I titoli tossici incidono sull’attivo di una banca, ma nella realtà hanno un valore nominale quasi pari a zero e come tale non possono essere utilizzati dagli istituti in caso di necessità o di richiesta di liquidità.
Il funzionamento della bad bank si è dimostrato una valida soluzione a questo problema. Ma come funziona? La banca che dispone di un numero ampio di titoli tossici viene suddivisa un due società: good bank e bad bank.

Nella prima saranno convogliate tutte quelle attività bancarie che portano profitti e vantaggi reali e che permettono alla banca di acquisire un valore sul mercato. Dall’altro si costituirà la band bank, in cui si convoglieranno tutti i portafogli “anomali” e quindi i titoli spazzatura. Una soluzione per sperarli dal resto della banca.
In un certo qual modo può essere considerata una sorta di “scatola” in cui introdurre questi asset, offrendo la possibilità all’istituto di credito di acquisire nuova elasticità all’interno del mercato.

Come vengono gestite le bad bank

Una volta creata la bad bank e convogliati i titoli tossici al suo interno, il compito principiale di questo veicolo societario è quello di liquidarli. L’operazione di bad banking servirà ad attivare una serie di processi col fine di permettere alla banca di recuperare i suoi investimenti. Tutto questo una volta che è stato diminuito il gap tra il valore nominale e quello reale.

Un procedimento che richiederà necessariamente una serie di interventi da parte dei Governi, al fine di fornire i capitali necessari per permettere l’acquisto di questi particolari titoli. Nella maggior parte delle situazioni, i singoli Stati avranno diritto ad acquisire azioni privilegiate, oppure saranno inserite azioni ordinarie all’interno del mercato, offrendo agli investitori la possibilità di acquisirle.

Quali sono i vantaggi

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È importante considerare che il concetto di bad banking è stato oggetto di numerose discussioni da parte degli analisti, ma alla fine si è dimostrata la soluzione più adatta a risolvere un problema che rischiava di portare al collasso tutto il sistema bancario americano, ma anche quello Europeo e italiano. Basta considerare che quantificare il valore dei titoli spazzatura è una qualcosa di complicato. Solo nel 2009 le cifre raggiungevano quasi i 10.000 miliardi di dollari in America e i 1.500 miliardi di euro in Europa.

Cercare quindi di determinare quanto possa essere il capitale necessario per salvare una banca da un fallimento, liquidando solo i titoli tossici, è un’operazione difficile. Non solo, richiede tempistiche molto lunghe che non si adattano al mercato.
Inoltre, grazie al sistema di bad banking si potrà quindi definire quali siano i settori bancari che sono considerati di valore. Rendendo più semplice l’acquisizione di una banca da parte di altri istituti di credito.

Ipotesi europea

Una bad bank è indispensabile in una situazione economica di rallentamento come quella odierna. Dato che può essere considerata un ottimo incentivo al fine di evitare un eventuale nuova riduzione del PIL. Infine si fornirà alle banche la possibilità di accettare nuove richieste di prestito da parte di privati e imprese. Permettendo una circolazione maggiore del denaro. E, attualmente, è una delle ipotesi in discussione anche sui tavoli europei.
Come ha spiegato lo stesso vice presidente della BCE De Guindos:

«la bad bank è uno strumento potente per ripulire i bilanci bancari, trasferendo alcuni asset, soprattutto immobiliari, e consentendo di concentrarsi sulle attività: tuttavia, e parlo per l’esperienza personale fatta in Spagna, la sua creazione non è semplice. La bad bank è uno strumento importante nel processo di ristrutturazione ma serve una governance adeguata , è un esercizio nel quale bisogna fissare punti fermi»

Un intervento che segue quello della presidentessa della BCE Christine Lagarde che ha lodato gli interventi europei per la tenuta del sistema. E proprio in quest’ottica, l’ipotesi Bad Bank per scongiurare ulteriori contraccolpi al sistema bancario europeo, in vista della ripresa, non sembra più un azzardo. Una delle sfide della ripresa post pandemia sarà proprio quella di assicurare la tenuta del sistema finanziario contribuendo. Di contro, bisogna garantire interventi di sostegno e crescita per recuperare le perdite di PIL. Infatti, nell’ultimo anno nell’eurozona si sono persi 6,6 punti di prodotto interno lordo e l’inflazione diminuita all’1,2%.

Il sistema bancario italiano

Il sistema di band banking è ormai una realtà accetto dalla Commissione Europea. In particolare se si osserva la situazione bancaria in Italia. La creazione delle bad Banks potrebbe contribuire a dare un nuovo impulso alla ripresa economica. Basta considerare che negli ultimi anni diverse banche si sono trovate in serie difficoltà, mentre altre sono fallite. Spingendo il Governo, quello italiano nello specifico, a intervenire con apposite misure di salvataggio.

Non si parlerà di una singola bad bank a livello nazionale o centralizzata, ma si costituiranno singoli veicoli societari per ogni banca. In questo modo è più semplice gestire al meglio l’insieme dei titoli spazzatura. Ovviamente le bad bank sono una soluzione che permetterà di stabilizzare le banche e dare nuovo impulso al credito, ma si dovrà comunque affiancare una nuova riforma di controllo a livello italiano ed Europeo al fine di evitare il ripetersi di situazioni di eccessivo indebitamento.


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