Apple crolla? Cosa succede alle forniture cinesi?

Apple continua a scendere mentre il Covid mette a rischio la catena produttiva di iPhone.

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Apple crolla perdendo più di un punto e mezzo percentuale nella giornata di lunedì 14 marzo 2022 fermandosi poco sopra la soglia psicologica dei 150$. Il motivo? Il Covid 19 che, ormai, è giunto alla sua quinta ondata colpendo la Cina. Infatti questo ribasso ha una ragione di carattere fondamentale se si considera che Foxconn, produttore chiave di iPhone, ha deciso di sospendere in via temporanea la produzione presso la fabbrica di Shenzhen per tutelare i lavoratori da un nuovo focolaio di Covid. 

Apple crolla? I fatti

Il governo cinese, infatti, ha dichiarato di essere di fronte all’ondata più severa del virus in questi ultimi anni di pandemia. Per questo motivo le misure prese si sono rivelate necessarie, ma non prive di ripercussioni sui mercati finanziari. La zona in questione è proprio Shenzhen, da molti ritenuta la Sillicon Valley della Cina. Tra le misure adottate dall’autorità, anche la sospensione del servizio dei mezzi pubblici, con un invito a ricorrere allo smart working per tutta la settimana. 

Annunciati anche dei controlli straordinari per i prossimi giorni, volti soprattutto a verificare il rispetto delle restrizioni. 

Stando a quanto ha affermato Reuters, la Hon Hai Precision Industry, anche nota con il nome di Foxconn ha deciso di sospendere la sua produzione fino a data da destinarsi. Per far fronte alla carenza di impianti e componenti a seguito dell’interruzione della catena di produzione, l’azienda ha deciso di servirsi di alcune scorte che cercheranno di colmare il vuoto che questa condizione inevitabilmente lascerà. 

Oltre al fatto che Apple crolla, Reuters riporta che anche Unimicron Technology, produttore di circuiti stampati, ha sospeso la sua produzione fino a data da destinarsi, bloccando anche i rifornimenti per Apple che, di riflesso, subisce importanti conseguenze. 

E mentre il mondo ormai sembra concentrato solo sul conflitto Russo Ucraino, regioni cinesi chiave come Jilin, Shanghai, Shandong e Guangdong hanno optato per un lockdown onde scongiurare una nuova impennata dei contagi. 

Sono 1.337 i casi di coronavirus che la Cina Continentale ha dichiarato nella giornata del 13 di marzo. La notizia viene proprio dalla National Health Commission. Questi nuovi dati, secondo i conteggi di Reuters, portano i casi di quest’anno a 9.000, a fronte degli 8.378 registrati nel 2021. 

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