Amazon è il brand più costoso al mondo. E primo per investimenti (anche in Italia)

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Amazon è il brand più costoso al mondo con i suoi 416 miliardi. Mentre Apple si classifica al primo posto per gli investimenti in innovazione. La crescita si attesta attorno al 32% e da solo vale un terzo dei 100 marchi che appartengono alla classifica mondiale di BrandZ, stilata annualmente da WPP e dall’agenzia di consulenza e di consumer insights Kantar.

Il Coronavirus ha influito negativamente su Amazon, racconta il report 2020. Nel testo si legge che “attraverso la creatività e l’innovazione, i marchi con un punto in più hanno dimostrato la loro capacità di recupero e sono pronti a trovare una crescita più veloce”.

Tra le new entry ci sono Tik Tok che vola al 79esimo posto (16,8 miliardi) e Bank of China (13,6 miliardi). In totale la Cina può contare su 17 nomi in classifica. L’unica italiana è la maison di moda Gucci, al 49esimo posto per un valore di 27,23 miliardi (+8%).

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Amazon è il brand più costoso al mondo e creerà 1600 posti di lavoro in Italia entro il 2020

Amazon è un colosso che continua a crescere senza sosta. In Italia ha deciso di creare altri 1600 posti di lavoro a tempo indeterminato portando così gli assunti italiani a 8500. La multinazionale di Jeff Bezos può contare su una ventina di sedi su tutto il territorio nazionale e 2 nuovi centri di distribuzione nel Lazio e nel Veneto. I lavori termineranno entro la fine del 2020.

I nuovi dipendenti Amazon amplieranno la platea della forza lavoro presente nel centro direzionale di Milano, nei centri di sviluppo di Torino e Asti, nel servizio clienti di Cagliari, nei centri di distribuzione, depositi di smistamento e magazzini Prime Now in tutta Italia. Diverse le aree da coprire: dallo sviluppo software alle risorse umane, dalla logistica alla linguistica. Gli assunti, oltre a una busta paga che Amazon considera concorrenziale, avranno sconti per lo shopping sul sito e un’assicurazione sanitaria privata contro gli infortuni.

Ma il piano espansionistico di Amazon non finisce qui, perché la società vuole aprire anche nuovi depositi, soprattutto nel nord Italia. Centri di smistamento sorgeranno a Milano, Genova, Parma, Brescia, Pisa, ma anche a Cagliari e Catania. Nel mese di aprile è stato aperto in Lombardia un polo Amazon Web Services (Aws), dedicato al sostegno nell’ammodernamento digitale delle aziende oltre che agli aiuti per uscire dalla crisi Covid la quale, con il lockdown, ha messo in ginocchio molte imprese.

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