Affrancamento: cos’è, cosa significa affrancare e come fare?

Che cosa vuol dire affrancamento e cosa devi sapere? La guida definitiva che spiega tutto nel dettaglio.

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affrancamento che vuol dire

Nel diritto tributario, il termine affrancamento indica la facoltà di optare per un regime fiscale meno sfavorevole di quanto previsto dal Testo Unico per le Imposte sui Redditi. Ciò per tutte le operazioni finanziarie che implicano un maggior valore a seguito di operazioni straordinarie.

Il nostro ordinamento prevede diverse forme di affrancamento che, di fatto, si concretizza nella facoltà del contribuente di liberarsi da un prelievo fiscale superiore, determinato da:

  • plusvalenze in ambito societario
  • plusvalenze inerenti a rendite finanziarie.

Affrancamento Significato:

Il significato di affrancamento, nel settore tributario, è strettamente correlato alla sua etimologia, che indica la liberazione da uno stato di soggezione. In questo caso, il termine si riferisce al contenimento dei danni economici derivanti da rendite, fusioni, scissioni e conferimenti societari. Ed ecco il significato di affrancare in ambito tributario.

L’affrancamento in ambito societario

La premessa normativa dell’affrancamento fiscale è quella della Legge 448/2001, che stabiliva la possibilità di ricalcolare il valore di acquisto nell’ambito delle partecipazioni societarie a seguito di operazioni straordinarie, tra cui la fusione e il conferimento.
Nell’ordinamento tributario tali eventi sono considerati neutri, dal punto di vista fiscale. Ciò  grazie alla facoltà attribuita al titolare della plusvalenza di eliminare il disallineamento dei valori, rispettivamente civile e fiscale, in bilancio.
Pagando un’imposta sostitutiva, il soggetto interessato può, appunto, affrancare i maggiori valori (costituiti dalla plusvalenza).
L’imposta sostitutiva è determinata a scaglioni e riguarda alcune categorie di beni, tra cui:

  • avviamento;
  • immobilizzazioni, materiali e immateriali.

L’affrancamento non riguarda, invece, eventuali titoli, partecipazioni e le giacenze di magazzino.
La titolarità a beneficiare dell’affrancamento ha una durata massima di 4 anni; se, in questo arco temporale, il soggetto cede i beni a terzi, perderà il diritto al pagamento dell’aliquota ridotta.

Le aliquote di affrancamento attualmente in vigore

Le aliquote dell’affrancamento fiscale sono attualmente le seguenti:

  • fino a 5 milioni: 12%;
  • da 5 a 10 milioni: 15%;
  • oltre 10 milioni: 16%.

Il contribuente può scegliere se optare o meno per l’affrancamento, che può essere totale oppure parziale, limitatamente a categorie omogenee.
In questo senso, l’onere di stabilire se scegliere l’affrancamento o meno sia conveniente è in capo al titolare dei redditi.
A questo proposito, è indispensabile consultare un professionista con esperienza, che sappia valutare il background fiscale della società e indicare la soluzione migliore.

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Affrancare le rendite finanziarie

L’affrancamento fiscale riguarda anche le rendite finanziarie realizzate dai cittadini privati nel contesto di guadagni ottenuti sotto forma di plusvalenze in occasione di investimenti.
Anche in questo caso, istituendo la facoltà di affrancamento il legislatore ha inteso inserire una penalizzazione minore per il contribuente che sia passato, a seguito di operazioni finanziarie, a un regime fiscale meno favorevole.

Tecnicamente, anche i guadagni degli investimenti sono ritenuti operazioni straordinarie.
A seguito dell’entrata in vigore delle nuove aliquote di tassazione delle rendite finanziarie, il 1 luglio 2014, le percentuali di prelievo fiscale sono salite dal 20% al 26%.
In questo caso, la disciplina dell’affrancamento ha consentito ai contribuenti, che hanno potuto scegliere liberamente, di bloccare la situazione finanziaria al 30 giugno. Questo al fine di calcolare le imposte al 20% fino a quella data e al 26% dal 1 luglio.
L’obiettivo era quello di evitare la tassazione delle plusvalenze ottenute fino a quel periodo ricadessero nell’aliquota maggiorata del 26%.

L’affrancamento rappresenta una facoltà che il soggetto di imposta può esercitare o meno e che deve opportunamente esprimere attraverso il proprio intermediario finanziario.
Per quanto riguarda le società, i titolari delle plusvalenze determinate da operazioni di acquisizione e conferimento dovranno esercitare l’opzione in modo esplicito tramite il professionista abilitato e incaricato dell’assistenza fiscale.


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