Addio MARCHIONNE Si spegne a 66 anni il manager in maglioncino nero

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Sergio Marchionne si è spento stamani alla Clinica Universitaria di Zurigo dove era stato ricoverato.

Plurilaureato (aveva laurea di Filosofia, Economia e Giurisprudenza), aveva 66 anni. Marchionne era nato a Chieti ed era figlio di un maresciallo dei carabinieri. Domiciliato in Svizzera e padre di due figli sarà ricordato per il suo maglioncino nero che lo caratterizzava e, certamente, per aver portato in Borsa Cnh Industrial e Ferrari. Si è spento dopo una settimana di come definito irreversibile.  Al suo posto, in Fiat-Chrysler è subentrato come amministratore delegato il britannico Mike Manley, mentre la carica in Ferrari è passata a carica a Louis Carey Camilleri, con John Elkann presidente di entrambe le aziende.

La storia

Sarebbe dovuto rimanere a Maranello fino al 2021, due anni dopo l’addio a Fca che sarebbe dovuto avvenire nel 2019. Oltre ad aver guidato la FIAT, Sergio Marchionne è stato un perno delle relazioni internazionali mondiali. Da Obama a Trump, il manager ha incontrato tanti capi di stato. In Italia Berlusconi lo voleva candidato nelle file del centrodestra, ma egli rifiutò. Non erano segrete le sue simpatie per Matteo Renzi da cui prese le distanza in un secondo momento.

Era stato Umberto Agnelli a portare Marchionne a Torino, sedendolo immediatamente in consiglio di amministrazione. Nel giugno del 2004, dopo la morte di Umberto, fu scelto come guida per dare il via alla rinascita della FIAT, con Luca Cordero di Montezemolo presidente e John Elkann vicepresidente. Da subito portò a segno la rottura dell’alleanza con Gm, impedendo l’acquisto della Fiat Auto da parte della casa Usa. Fu opera sua l’accordo con le banche sul convertendo da 3 miliardi di euro; in questo modo  gli Agnelli mantennero il pieno controllo della FIAT.

Il manager

Marchiane diventa amministratore delegato dell’auto il 17 febbraio 2005. Il 2005 è l’anno di lancio della Grande Punto e, simultaneamente, viene varato un piano che prevede investimenti per 10 miliardi entro il 2008. Nel 2005 inizia la svolta per FIAT che registra, per la prima volta dal 2000, un utile di 1,4 miliardi.

Marchionne parlerà, l’anno successivo, di una Fiat fuori dall’emergenza. Nel 2007 arriva la nuova 500, che sarà presentata a Torino con una grande festa a Torino. La crisi del 2008 costringe il Lingotto a modificare i piani e richiede un massiccio ricorso alla cassa integrazione.

Verso FCA

L’anno più difficile della vita del Manager sarà il 2009. Marchionne dichiarerà che “sono state spazzate via le condizioni sulle quali avevamo definito i nostri programmi”. Quello stesso anno, però, viene salvata la Chrysler dal fallimento, grazie alla trattativa con il Tesoro Usa e i sindacati americani, con il benestare del presidente Barack Obama. Da quella operazione è nata Fiat Chrysler Automobiles (FCA), ad oggi il sesto produttore mondiale di auto. L’azienda ha domicilio fiscale a Londra. La sede legale, dopo 115 anni, venne trasferita da Torino ad Amsterdam. FCA è quotata sia a Milano che a Wall Street.

L’ultimo atto del manager di Fca è stato l’annuncio del traguardo del debito zero e di un piano di 45 miliardi di euro di investimenti con al centro vetture premium e l’auto del futuro.

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