5G,l’Olanda procede con asta delle frequenze

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Che cos’è il 5G?

5G è la prossima generazione della tecnologia wireless a banda larga. La tecnologia offre una maggiore velocità e una migliore copertura rispetto all’attuale 4G. Il 5g cosa cambia? La radio mobile 5G utilizza diverse gamme di frequenza, ma mai 5 GHz e non le stesse frequenze della WLAN 5 GHz, perché interferirebbe con tutti i dispositivi WLAN. Le frequenze sono diverse; a parte le differenze di paese, diversi fornitori di rete utilizzano frequenze diverse. Ad esempio, T-Mobile USA utilizzerà 600 MHz e 28 GHz. Le frequenze pianificate in Europa sono 3400 – 3800 MHz e 24,25 – 27,5 GHz e 31,8 – 33,4 GHz. 

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La corte dell’Aja respinge

5G Ripetitori telefonici dati alle fiamme in Olanda: “Il 5G causa il ...
Ripetitori telefonici 5G dati alle fiamme in Olanda

Una corte distrettuale dell’Aja ha respinto il ricorso del gruppo “Stop5GNL” contro lo stato olandese; in cui si chiedeva la sospensione dell’asta delle frequenze 5G, preambolo all’installazione delle reti 5G sul territorio da parte degli operatori.

 

La Corte ha deciso che lo stato sta agendo sulla base di legittime ricerche scientifiche nel perseguimento dello sviluppo di reti 5G.

Il gruppo no profit voleva che il tribunale fermasse l’asta fino a quando non emergeranno prove che la nuova tecnologia mobile non abbia effetti negativi a lungo termine sulla salute.

Il collettivo no profit ha portato degli studi per perorare la propria causa, studi che tuttavia non rispetterebbero criteri di scientificità.

Il giudice ha riscontrato che lo stato olandese sta agendo affidandosi alle linee guida dell’ICNIRP; organismo indipendente che si occupa di ricercare possibili effetti nocivi sul corpo umano dell’esposizione a radiazioni non ionizzanti.

L’ICNIRP ha stabilito che se l’esposizione ai campi elettromagnetici rimane al di sotto dei limiti prescritti non vi sono problemi per la salute; lo stato olandese si starebbe muovendo proprio all’interno di quei confini.

Lo stato non può quindi essere accusato di negligenza o di aver ignorato il problema, come invece sostenuto dal gruppo Stop 5GNL; inoltre è irragionevole richiedere la prova che il 5G non abbia effetti negativi sulla salute; dato che al momento non ci sono prove sufficienti o meno di tali effetti.

Il principio di precauzione va inoltre in una direzione diversa, ossia non quella di “garantire che ogni rischio sia prevenibile” ma “che rischi e benefici siano valutati in maniera equilibrata”.

Vince la verità?

Il tribunale ha inoltre osservato che l’agenzia delle telecomunicazioni olandese sta continuando a misurare l’esposizione alle radiofrequenze e lo stato interverrà in caso di violazione delle norme prevalenti. Il gruppo è stato condannato a pagare le spese legali.

Quando arriverà il 5G? In Italia la diatriba tra pro e contro 5G è accesa; forse  più anche che in Olanda e decine di sindaci stanno emanando ordinanze per bloccare l’installazione.

Il problema è che si basano più su timori di cittadini spaventati dalla novità e dalle fake news (5G che attiva microchip contenuti nel futuro vaccino per il COVID-19) che su studi scientifici seri; con il rischio di cause che poi dovranno essere pagate dalla collettività. Al momento, come dichiarato anche dall’Istituto Superiore di Sanità; non ci sarebbero prove che ci siano problemi per la salute.

A seconda delle applicazioni, il 5G opera nelle bande di frequenza di 700 MHz, da 3,6 e 3,8 GHz e 24-28 GHz; è proprio la banda 24-28 GHz; molto vicina a quella delle “onde millimetriche” (30-300 GHz), a creare preoccupazione tra le persone; nonché la necessità di installare numerosi ripetitori e 5G antenne che serviranno le cosiddette small cells, aree di territorio dal raggio che può andare da poche decine di metri a circa 2 km.

In verità le dimensioni più piccole delle celle rispetto a quelle attualmente utilizzate per la telefonia cellulare comporteranno;perlomeno al momento, delle “potenze di emissione più basse di quelle attuali, con una distribuzione dei livelli di esposizione più uniforme e con picchi di emissione più bassi nelle zone in prossimità delle antenne 5G rispetto a quanto avviene attualmente”, afferma l’ISS.

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Sede centrale delle comunicazioni del governo, Cheltenham, Gloucestershire, Inghilterra. Costruito nel 2002. Citazione dal sito web di GCHQ: “Impiegando oltre 6.000 persone provenienti da una vasta gamma di ambiti di provenienza diversi, ci sforziamo di proteggere la Gran Bretagna lavorando con i nostri partner nel Secret Intelligence Service (MI6) e MI5…”
Lo sviluppo del 5G in Europa sta avvenendo per iniziativa separata dei singoli stati, senza coordinamento sovranazionale;ma probabilmente la Commissione interverrà nei prossimi mesi e anni per stabilire criteri comuni per la sicurezza della rete.
Gli USA chiesero ai partner europei di escludere le tecnologie HuaWei dalla rete 5G; che darebbero al governo cinese possibilità di accesso e di controllo su di una infrastruttura fondamentale per la difesa e per l’economia di ogni paese; ma la HuaWei ha già avuto un ruolo chiave nello sviluppo del 4G in Europa ed è già molto ben posizionata nei primi sviluppi del 5G.
5G Quando arriverà? Entro il 2020 quasi tutti i paesi europei aggiudicheranno ai migliori offerenti le licenze di sviluppo delle loro reti 5G.

5G nel mondo

Germania, Francia, Olanda, Austria, Belgio, Grecia, Ungheria, Irlanda e Portogallo lo stanno già facendo.
I governi sono preoccupati dal rischio potenziale di mettere i Big Data di tutti i loro cittadini, delle loro aziende, delle loro infrastrutture logistiche e difensive nelle mani del governo cinese, ma non sono abbastanza preoccupati da bandire HuaWei dagli appalti.
A marzo 2019 il Cyber Security Evaluation Centre Oversight Board nel Regno Unito ha riconosciuto un possibile rischio, ma ha dichiarato che non ci sono prove che la HuaWei collabori con il governo cinese.
Qualche mese più tardi il centro per la cyber-sicurezza del Belgio ha detto la stessa cosa.
L’Olanda,prima di tutto ciò,stava analizzando la situazione, ma non aveva ancora pubblicato i risultati.
La Germania ha annunciato che introdurrà controlli rigorosi sulla sicurezza della rete, ma che non intende escludere a priori la HuaWei né altre aziende dalle gare di appalto.
Altrettanto ha annunciato il governo francese, specificando poi che la tecnologia HuaWei non sarà usata nei punti della rete in cui si raccolgono alcuni dati chiave.
In Italia il M5S è a favore della cooperazione con la Cina e sotto il governo Conte l’Italia ha già firmato l’accordo per lo sviluppo della Belt and Road Initiative.
Ma la Lega non è d’accordo sulla convenienza di legarci strategicamente alla Cina. La mappa a lato, che illustra il posizionamento della HuaWei per il 5G Italia, è stata pubblicata recentemente da Limes.
In posizione simile si trovano i governi ‘sovranisti’ dell’Europa centrale. L’Ungheria ha dichiarato che HuaWei è un partner strategico per le telecomunicazioni, ma non ha preso decisioni ufficiali.
Lo Slovacchia ha dichiarato di non considerare HuaWei un pericolo per la sicurezza del paese.
La Polonia invece ha arrestato un funzionario della HuaWei e un cittadino polacco con l’accusa di spionaggio e ha chiesto che l’Unione Europea e la NATO aprano un tavolo di discussione e raggiungano una posizione comune sui rapporti con HuaWei.
Lettonia e Lituania hanno condiviso la richiesta della Polonia.
Nel frattempo però le vendite di cellulari HuaWei sono crollate; per il timore diffuso fra i consumatori che anche i device HuaWei possano essere penalizzati da future decisioni.
I timori nei confronti della cinese HuaWei ha invece dato impulso alle vendite dei prodotti della Nokia e della Ericsson in Europa e in Giappone.
Dal punto di vista tecnico ed economico escludere HuaWei dallo sviluppo della rete 5G comporterebbe un aggravio di difficoltà e di costi e un allungamento dei tempi.
Lo ha dichiarato ufficialmente la Deutsche Telekom, lo sanno tutti gli operatori del settore delle telecomunicazioni.
 Per ora le decisioni sono in sospeso ovunque, ma entro il 2020 dovranno essere prese. 

Cosa è accaduto negli ultimi mesi?

Stati europei e Stati Uniti.

Oggetto del contendere: la rete 5G e il ruolo del colosso cinese Huawei.

Ecco cosa accadde:

L’ultima mossa trumpiana, annunciata dal ministro del Commercio, Wilbur Ross, impedì al colosso cinese delle tlc Huawei di vendere la sua tecnologia negli Usa con conseguenze anche per alcuni gruppi Usa come Qualcomm e Broadcom.La decisione, voluta dal presidente Donald Trump, “impedirà che la tecnologia americana venga utilizzata da entità straniere in un modo tale da minare la sicurezza nazionale Usa – ha spiegato Ross – o gli interessi di politica estera”.Gli Stati Uniti imputano al gruppo fondato da Ren Zhengfei di essere il cavallo di Troia usato dal governo centrale cinese per lo spionaggio industriale.

No Trump diktat in Europa

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron, e il premier olandese, Mark Rutte, hanno fatto sapere ,qualche mese fa, che non intendevano seguire il divieto Usa, seppure con sfumature diverse. La Germania «ha sviluppato un percorso ben strutturato per decidere sulla partecipazione alla rete 5G», all’interno del quale sono formulati i criteri generali di sicurezza che devono valere per tutte le compagnie interessate. «Per noi – ha aggiunto – i criteri sono il punto di partenza decisivo, dopo cui stabiliamo chi partecipa».

I tedeschi,prima di tutti questi avvenimenti, avevano annunciato che Huawei non sarebbe stata esclusa dalla gara per l’assegnazione del 5G ; ribadire il concetto subito dopo la mossa di Trump ha quasi il sapore della sfida. Anche perché Berlino ignorò il bel gesto con cui The Donald fece slittare di altri sei mesi i dazi sulle auto europee e giapponesi per dare più tempo ai negoziati.Quanto all’Olanda, ha già fatto intendere di non voler subire alcun diktat a stelle e strisce. «Non diremo prima ad altri Paesi o ad altre aziende non valete niente».Anche il presidente francese Emmanuel Macron si smarcò dagli input della Casa Bianca:

«Per il 5G, prestiamo molta attenzione all’accesso alle tecnologie di rete di base per preservare la nostra sicurezza nazionale»

ma

“non è appropriato lanciare una guerra tecnologica o una guerra commerciale contro qualsiasi paese”

 

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